I Sindaci del Valdarno aretino chiedono la convocazione del tavolo della sicurezza e dell’ordine pubblico presso la Prefettura

I recenti fatti di cronaca, quale il sequestro dell’impianto di frantumazione inerti di Bucine, dove vengono ipotizzati dagli inquirenti legami con la ‘ndrangheta, così come gli incendi che hanno colpito due aziende importanti del territorio, destano grande preoccupazione nelle comunità valdarnese.
Nel corso degli anni già altri avvenimenti delittuosi hanno attestato la presenza della criminalità organizzata nel territorio della provincia di Arezzo e nel Valdarno.
Una situazione che chiama tutti ad elevare il livello di attenzione e ad assumere un forte atteggiamento di contrasto, corroborato da una strategia precisa e da una sinergia tra istituzioni, imprese, associazioni e cittadini.
Per questo come rappresentanti delle comunità del Valdarno aretino richiediamo la convocazione del tavolo della sicurezza e dell’ordine pubblico presso la Prefettura, per irrobustire il coordinamento tra i diversi soggetti che operano nel territorio, ciascuno per le proprie competenze.
Sappiamo che appurare dinamiche e responsabilità di quanto sta accadendo spetta agli organi inquirenti, ma riteniamo che attestare un atteggiamento attivo da parte di tutti sia una concreta testimonianza di un territorio che vuol reagire con forza a quello che sta accadendo. Il Valdarno è terra di lavoro, di imprenditoria, di solidarietà e di passione civile, valori che tutti insieme siamo chiamati a tutelare e difendere.

I Sindaci del Valdarno aretino: Bucine, Castelfranco Pian di Scò, Cavriglia, Laterina Pergine, Loro Ciuffenna, Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini